Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".

La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.

mercoledì 11 ottobre 2017

Bussando alle porte del Cielo

Vorrei che comprendeste l'autenticità di un atteggiamento completo verso la vita che vede la realtà come una sorta di emanazione che si estrinseca tra due polarità. Al di là di ogni facile manicheismo, la complessità di tutta la vicenda che ho narrato e che vede l'anonima talenti intorno al suo capo operare a più livelli, comporta senza dubbio un altrettanto complesso metodo di manifestazione dei fenomeni che l'hanno composta e determinata. E solo in una realtà, più sottile, questi fenomeni possono verificarsi, poiché in essa i ristretti domini dello spazio, imposti dal nostro modo errato di misurare il mondo, non esistono. E così nella sfera psichica, passato presente e futuro si piegano in un unico presente che è un attimo dell'eterno. Le vite che abbiamo vissuto, che vivremo e quella che stiamo vivendo, non sono altro che un'unica realtà, un unico momento. 

C'è ancora un'osservazione da fare. Quanto scritto in questi anni, tutto questo favoloso intreccio, si è verificato realmente, ma non so in alcun modo come abbia potuto realizzarsi alla luce delle cognizioni ordinarie. L'irruzione del magico non in termini estemporanei, bensì continuativi, ha prodotto sicuramente modifiche alla struttura stessa della realtà, così come la sperimentiamo abitualmente. Ciò ha comportato alterazioni del continuum s/t non solo a Viterbo (eccetto alcuni, i viterbesi non se ne sono accorti, dormienti come sono da secoli) ma in direzioni non ancora rilevabili completamente. Posso solo dire, evitando in parte questa esigenza di conoscere la causa prima degli eventi descritti, che quando uno viene coinvolto in situazioni di questo tipo, si sente estraneo da ogni considerazione analitica e gli è sufficiente vivere l'esperienza; sicuro tuttavia che altre menti ed altri spiriti vicini alla sua sensibilità, garantiscono, vivendo le medesime esperienze, la validità delle sue.

Ho potuto in quel decennio apprendere molte cose sul bene e il male, di dinamismi contrapposti che si contendevano il dominio dell'Universo, di lotte violente fra forze antagoniste.Tutto ciò nell'anonimato più stretto. Provavo indubbiamente una strana sensazione: ritrovarmi su altri mondi di universi diversi, io, comune cittadino della Terra, anzi di Viterbo. Manco fossi John Carter di Marte. L'esperienza totalizzante che vivevo non comportò nessuna alterigia né superbia rispetto ai miei simili. Anzi, nel mio piccolo tentai addirittura di produrre programmi radiofonici e poi televisivi nella mia città, allo scopo, probabilmente ingenuo, di suscitare un nuovo piano di coscienza verso realtà che esulano dal conosciuto. Quando rientravo dalle Immersioni e frequentavo i compagni di scuola e dell'oratorio, la percezione sensoriale abituale mutava, avevo ancora addosso la "polvere di stelle" che confondeva il mio rapporto col mondo. All'inizio, dopo diverse IVI ho avuto seri problemi sia fisici che psichici, faticai alquanto ad abituarmi al dentro-fuori. Il mio organismo mutava, lo sentivo, la coscienza si dislocava con facilità, non nascondo che ebbi paura. Ma non avrei mai rinunciato all'infinito.

Il metodo scientifico si basa sulla ripetibilità delle osservazioni. Quando si analizza un qualche fenomeno fisico, si scopre che esso è una combinazione di elementi dettati dalle leggi di natura e, insieme, di altri elementi accidentali. Il fatto che si veda una palla rossa cadere in un certo modo per effetto della gravità potrebbe, a priori, essere in parte conseguenza del fatto che essa è rossa. Per accertare che ciò non è vero si può solo esaminare come cadono palle di colore diverso, ma identiche sotto ogni altro aspetto. Nel caso dell'universo, questa libertà non c'è, e perciò i fisici sono obbligati a separarne le proprietà fondamentali  da quelle accidentali.  Un evento particolare, locale, non è un parametro applicabile su scala cosmica. Il comportamento dell'universo è diverso dal comportamento dei corpi che si trovano al suo interno. Il tempo sul terzo pianeta del sistema Sol non risulta lo stesso su altri mondi. L'ho constatato io stesso, ma che prova posso dare a sostegno di tale osservazione? L'orologio che possedevo durante le prime immersioni, un cronografo di buona marca, mi dava tempi diversi già dal momento in cui penetravo nel condotto dimensionale fino all'emersione su di un altro pianeta. Se poi raggiungevo il secondo universo, le lancette non giravano affatto, immobili; quando rientravo a Viterbo, il crono riprendeva tranquillamente il suo movimento perfettamente in sincronia con l'ora terrestre. I minuti o le ore di scarto si annullavano. I fenomeni psi confermano la tesi secondo la quale è possibile già qui violare le leggi di natura, almeno quelle convenzionali e codificate dalla scienza. Possediamo la chiave interna che ci connette alle leggi dell'universo, altre da quelle rilevabili ordinariamente. La realtà appare sempre più decisamente plastica e ideazionale. Scandurra dice che tutto quello che esiste si può modificare, piegare, basta avere un intento fine, ossia focalizzato su di un punto. Uno sguardo magico trasforma la materia.

Le avventure di cui sono stato testimone attivo, mi hanno permesso di formulare una teoria del tutto - una delle tante - oppure, più semplicemente, da ragazzo mi piaceva l'idea di attraversare a piedi quella specie di confine che doveva portarmi fuori dal mondo, in quel campo fiabesco. Eppure Scandurra mi disse che quel posto così pulito, ordinato, era abitato da spettri e diavoli. Del resto non si può imputare solo all'azione umana tutte le cose brutte, sanguinose, che accadono quaggiù. La tristezza, la malinconia, la depressione, da dove provengono? Siamo per principio scontenti di ciò che ci circonda, eppure continuiamo a credere solo al visibile. Viviamo in un mondo in cui il 99% delle cose belle vengono distrutte quando stanno per nascere, perché vi sono all'opera  forze dirette a soffocare il bene. La maggior parte dei miei conoscenti non può fare a meno di alterare il proprio stato di coscienza con i mezzi più svariati, droghe, eccitanti, sesso, passioni ossessive, perché? Non vi siete mai chiesti che il bisogno di evadere dalla normalità non sia soltanto un fenomeno patologico, ma anche un tentativo ingenuo ma necessario, di ricordare la patria perduta, lo stato edenico smarrito, quando eravamo dèi? Scandurra ci ha insegnato che viviamo in un mondo in cui ogni cosa ha una vita propria, una vita sotterranea, dall'elettrone alla galassia, tutto è bucato e sorretto dal pozzo senza fondo. Tutto vive una sua vita speciale, che noi non afferriamo ma che è sempre in grado di svilupparsi. Un mondo, che come un corpo con le sue cellule, è dunque sul bordo del caos, di una sorta di malattia, e bisogna solo sperare che Dio abbia regolato la vita delle cose in modo tale che tutto resti nella precaria armonia che noi conosciamo. Un mondo fragile anche, perché transitorio e posto al fianco di altri mondi, paralleli, che potremmo però conoscere prima di passare il guado.

mercoledì 4 ottobre 2017

Anima & sistema di controllo



1. Sono i fisici oggi ad affermare che la loro pratica consiste nel puerile gioco di spaccare "cose" sbattendole l'una contro l'altra per vedere cosa succede... e poi sarei io l'irrazionale?

2. Se non ci risvegliamo dal mondo dei sogni in questa vita (giusta la concezione cristiana dell'elezione), è improbabile un risveglio successivo. La sostanza della nostra anima non è imperitura come si crede, è soggetta al divenire (è eviterna), al contrario dello spirito che è al di là delle forme transitorie. È necessario lavorare su se stessi senza farci risucchiare dal contingente. Usiamo energia emozionale (prajna) per ogni evento ordinario, poi ci manca per trasformarci. L'anima va alimentata dall'esperienza consapevole, dal fuoco dell'intento. VIVERE SECONDO INTENZIONE, è il cammino iniziatico.

3. La spiritualità è innanzitutto azione, in secondo luogo esperienza ed infine è una cosa spiegabile, comprensibile. Sì, certo, conta l'influenza spirituale dall'alto o da chi già la possiede, tuttavia, amici, bisogna pur comunicare. Il tipo di spiegazione varia a secondo dei tempi, purché il linguaggio non tradisca il significato. L'uso dei simboli è parte del kit di ogni aspirante, ma non tutto il patrimonio dei segni e dei simboli è rimasto intonso. Non crediate che ogni formulario magico sia efficace a prescindere dall'anno della sua pubblicazione. È il rischio di ogni persona che si accinge a praticare certe tecniche realizzative: lavorare su uno yantra e accorgersi dopo mesi o anni che non succede niente. Dubiti delle tue capacità, invece lo schema è privo di energia, non risponde più al richiamo.

4. È vera la tesi secondo la quale l'umanità è dominata da un mondo che non si vede sotto l'influsso di una catena di entità ultraterrestri? Visionari, profeti cyberpunk, complottisti, neognostici, Mike Plato, David Icke, sostengono tale cosa, con differenze non decisive. L'antica dottrina gnostica propone un universo maligno governato da un demiurgo folle e distruttivo. Corrado Malanga riscrive la cosmogonia attraverso presunti addotti sotto ipnosi. Insomma ci sono autori e studiosi che si danno un gran daffare ad elaborare un sistema-madre che spieghi ogni cosa pure l'invisibile, come il superspettro di Keel, ottimo giornalista ma lacunoso nell'esegesi dei fenomeni studiati. Indubbiamente l'ignoranza di chi è integrato nel sistema non aiuta a vederci chiaro. Se esistesse Matrix troverebbe utile l'inconsapevolezza per esercitare meglio il controllo su di noi. Il dubbio viene, quello cioè di credere di essere le creature più libere della terra. Anzi, vi dirò di più. Ci sono buoni motivi per pensare che neppure la mente sia un nostro feudo. Siamo proprietà altrui, diceva Fort. Chi sostiene che un Ente malvagio regni dietro le quinte della storia indisturbato e che ci tiene all'oscuro della realtà, per cui ciò che vediamo e sentiamo è artificiale, passerebbe per matto e fatto oggetto di disprezzo. Forse è proprio questa la migliore magia: non appena qualcuno osa vedere oltre lo specchio viene subito tacciato di demenza e fatto ricoverare o lasciato solo nelle sue farneticazioni. Il guaio dell'uomo moderno è che teme le cose sbagliate. Non ci rendiamo conto che da almeno settecento anni il corso del tempo è cambiato ed ha preso una direzione errata insieme all'umanità. Gli orologi e i calendari mentono ma grazie alla convenzione mondiale (eggregore istituzionale) tutto appare normale e consolatorio. I libri scolastici ci raccontano la corbelleria che noi discendiamo dalle scimmie e procediamo per evoluzione verso un di più, così possiamo credere che domani sarà migliore di oggi e che i governi possono prometterci il sol dell'avvenire senza vergogna. Che tutto è iniziato con un botto gigantesco di energia indistinta. Che siamo andati sulla Luna e che il premier Gentiloni guida l'Italia. Dopo il martellamento continuo di notizie false alla fine crediamo a tutto quello che il sistema ci dispensa. Ma è solo la scorza del problema. Se scendiamo in profondità ci accorgiamo che è più buio... e che nulla è più come sembra. Matrix? Peggio.

5. Per diventare liberi dovete andare nella direzione opposta alla segnaletica ufficiale.

6. Il movimento New Age, meschinetto, si illude che negando l'oscurità il pericolo si allontani. Così facendo permette agli enti bassi di nascondersi meglio nella mente delle persone e di diventare ancora più forti. Shiva e Dioniso scelgono come location il nostro inconscio per albergare incontrastati; potenze infere poi sguazzano felici nel torbido innescato dalle terapie psicanalitiche di certi operatori che credono di gestire il materiale psichico invece lo fanno emergere verso la coscienza di veglia. Se io so come stanno le cose sarò meno vulnerabile. Invece che succede? La modernità ha fatto sì che l'antica dottrina fosse spazzata via dalla scienza, la quale è inerme di fronte alla Realtà. Ci hanno detto che i diavoli non esistono così non ci badiamo più: non c'è cosa peggiore di chi crede di vedere al buio.


giovedì 28 settembre 2017

La curvatura della luce




Un giorno dissi a me stesso: quando deciderò di pubblicare i risultati delle mie esperienze e ricerche, a tutti e per tutti, riporterò il più fedelmente possibile (cambiando semmai i nomi delle persone coinvolte) la verità su Scandurra e dell'anonima talenti. Il mio istruttore mi disse che non mi sarei dovuto preoccupare degli scettici, ma di chi crederà. Preoccupazione che non ho avvertito, fin quando non cominciai a scrivere sul blog Le Cronache di Atlantide. Le aspettative dei lettori sono via via aumentate, e non vi nascondo che ho avuto grosse difficoltà a gestire la cosa. La responsabilità mi ha schiacciato: se divulgo non posso tirarmi indietro, mi dicevo. L'altro aspetto concerneva la messa in sicurezza di questioni più grandi di me, un'eredità bollente che rischiavo di sperperare scegliendo malamente gli eventuali allievi, ma c'era pure la considerazione di non chiudere la catena iniziatica con me. Il materiale che ho accumulato negli anni sulle immersioni, è importante come mole ma ancor di più per il contenuto, che ho comunque dovuto selezionare. In primis, ho limitato le indicazioni tecniche, che sono decisive per non morire durante l'attraversamento: debbo pur coprirmi le spalle. Altre omissioni riguardano le strutture interdimensionali; per motivi che qualcuno ben comprenderà, ho sorvolato sui dettagli perché ci sono persone con intenzioni basse disposte a tutto pur di ottenere ciò che è riservato. Dicevo che avrei dovuto raccontare tutta la verità, almeno questo mi prefiggevo. Poi ho capito che alcuni non vogliono conoscere tutta la verità, ma quella che meno li obbliga a cambiare.

Quando entrai a far parte del ristretto giro di Scandurra, conobbi persone umili sebbene colte e ben collocate nel sistema mondo, ma anche outsider animati da volontà e desiderio. Compresi quasi subito che non c'era spazio per “gente bassa”. Il maestro non avrebbe mai portato un malintenzionato a spasso per le dimensioni. Dovevamo imparare a bere la rugiada dopo averla trasformata, e per far ciò era necessario un cuore puro. Io non ero ancora in quello stato e dovetti fare pulizia molto a fondo prima di attingere alla Fonte della Vita. Avevo 13anni e già ero contaminato: sudai parecchio prima di spurgarmi del tutto degli umori maligni. Per ognuno di noi c'è un momento della verità, dove gli autoinganni vanno stracciati, le paure superate, gli attaccamenti mondani sciolti. Scandurra ci rese rottami informi, materia prima. Ci muovevamo nella frangia esterna di un cerchio psichico il cui centro era ben lungi dall'esserci accessibile. Ad un certo momento, un segnale all'inizio debole poi sempre più chiaro e forte ci raggiunse, e tutto in noi risuonò col movimento degli universi...

Uno dei concetti più ostici per me, forse meno per gli altri dell'anonima, fu quello dell'interno e dell'esterno sul quale Scandurra ci imbastì diversi insegnamenti, come un punto cardine da cui prendere le mosse. L'opposizione dentro-fuori va superata, perché fa parte delle nostre calcificazioni mentali. Il “fuori” è un “dentro” dovunque, e noi ci troviamo dappertutto. La coscienza non va collocata, bensì lasciata libera di estendersi lungo tutto lo spettro psichico, dal rosso all'ultravioletto, e da qui lui fa un balzo di livello tra organico e inorganico perché, dice, ogni cosa è una porta che ci collega all'infinito da cui tutte le cose, appunto, sono poste in essere. Per Scandurra l'infinito è una cosa concreta, nulla a che vedere con la matematica né con la filosofia, è un luogo (per certi versi simile all'universo Maspell degli antichi germani) che chiama pozzo-senza-fondo, utero cosmico che genera l'energia fin dal Mattino della Creazione, dal corpo celeste fino all'ultrapiccolo. La coscienza è in contatto con tutto attraverso sotterranei dimensionali e tutte le cose sono collegate ad essa per le stesse vie. Questi concetti li potemmo poi sperimentare, sorprendendo la luce uscire dal pozzo per vie oblique.

Le Cronache le ho concepite in modo da adattarle al momento e allo stato di percezione dello studioso principiante, come del più avanzato iniziando, in quanto mi sono ripromesso di accompagnare gradualmente tutti quanti lo vorranno e senza turbamenti di sorta fra i misteri della Terra. Considerando il mezzo profano, sarà impossibile trasmettere l'influenza magico-spirituale di Scandurra, possibile solo per via diretta; tuttavia non è improbabile che alcuni dei miei lettori abbiano percepito un clima magnetico, un tremore entrare nella loro anima. I tesori del Tempio sono a completa disposizione di chi soltanto voglia ed osi purché degno.

Questo è il primo appello all'adunanza. A me basta un SÌ e sarà mio compito rispondervi in privato. Perché mi sono deciso ad aprire la porta? Beh, vado dicendo da anni che stiamo vivendo i tempi della fine, che ci siamo arrivati per davvero.

martedì 26 settembre 2017

VIAGGIANTI OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO, UNITEVI

Molti lettori, ma anche amici direi, mi rimproverano di predicare bene ma di razzolare male. Cioè, di evitare ogni contatto diretto dopo aver pubblicato decine di capitoli IUS, tratti da Le Cronache di Atlantide, testo inedito in parte, che è un diario un tempo privato sulle esperienze che ebbi insieme ad altri sodali col mago Scandurra a Viterbo. Certo, tutto potrebbe finire in una sonante pernacchia se ciò che ho scritto fosse solo opera di fantasticheria. E chi pensa questo ha le sue buone ragioni, evidentemente. Il problema nasce allorché alcuni, nemmeno pochi, considerano la mia esperienza come vera, genuina, anche se incredibile. Già, perché ho affermato sin dall'inizio che quanto esperito è reale, maledettamente reale. E lo confermo con tutte le mie forze ancora oggi. 
Allora, per ritornare alla questione di partenza, ossia sul perché sarei contrario a contattare i lettori personalmente. Nel divulgare senza filtri avvenimenti legati ad un gruppo eterogeneo di persone ma legate dalla causa comune, quella cioè di realizzare un percorso realizzativo di estensione della coscienza e della padronanza del lumen (schematizzo ciò che è invece una messe dottrinale e di prassi millenaria che si può tranquillamente far risalire alla civiltà di Atlantide), mi sono esposto considerevolmente (poco male), ma soprattutto ho rese pubbliche attività e conoscenze fuori dall'ordinario e dalle potenzialità esplosive. Non ci vuole molto per capire che dichiarando di possedere lo strumento per accedere ad altre dimensioni, gratuito e diciamo quasi alla portata di tutti, mi metto nelle condizioni di essere oggetto o di sarcasmo o, peggio, di interesse spasmodico da parte di Istituzioni e singoli ricercatori. È in effetti avvenuto. Lo troverei pure ovvio, ma forse si dimentica che se quel che affermo corrisponde al vero, mi assumerei responsabilità immani, poiché attraversare il punto d'inserimento tra la nostra dimensione e le altre modifica non solo la vita del viaggiante, ma tutto un destino terreno. Non possiedo la sfrontatezza di Scandurra derivata dall'enorme conoscenza e potere, questo è un fatto, tuttavia non escludo in assoluto il coinvolgimento di altri nuovi aderenti nello sperimentare le immersioni, purché comprendano le mie necessarie riserve e il valore di quanto ho ricevuto in dono. Mi viene in mente il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij...

Nota a margine.
I tempi son più che maturi per l'adunanza. Cosa aspetto ancora?


martedì 1 agosto 2017

Su cose strampalate e verità riposte

Talvolta il buon Dio mette sulla nostra strada delle coincidenze, che definirei significative, al fine di ricordarci di appartenere ad un Tutto collegato. Siamo nel territorio dove i simboli, i presagi, precedono ogni cosa come importanza, compresa la logica. La scienza moderna vorrebbe distoglierci dalla magia (uso tale termine-contenitore, per rappresentare tutti quei fenomeni che violano le leggi correnti della fisica e della biologia), ma l'incontriamo ogni giorno dietro l'angolo, pronta a far saltare le nostre convinzioni di causa/effetto, di spazio/tempo. Cristoforo Colombo ritardò la partenza per le Indie di un giorno perché quel 9 del mese di Av, in cui sarebbe dovuto partire, è un giorno nefasto. Da questo punto di vista proprio il mio profilo fb che state visitando (ma non solo il mio, ovviamente) rappresenta una coincidenza terribilmente significativa perché, nel territorio della stregoneria (dove operano i nuovi umanisti luciferiani che governerebbero il mondo) costituisce un pessimo presagio. Sono vivo e vegeto e indipendente, mentre alcuni benpensanti italici, politicanti intellettuali attori cantanti, stanno tentando di imbavagliare il libero pensare. Mi batto perciò da anni affinché non ci si pieghi al programma Unesco di schiacciare identità culture Patrie. L'Europa dei mercanti sta rubandoci la Storia, facendo tabula rasa delle Nazioni e della memoria collettiva. Spazzando il Medioevo (prolungamento di Atlantide, cruccio massonico), vorrebbero cambiarci il Passato. Bergoglio è un alacre fautore di tale operazione: il bello arriva adesso, ci dice, la religione va spurgata degli orpelli sacri figli del passato, il tempo inizia ora e sovrasta lo spazio, così annulla le differenze tra i popoli al fine di unire tutti, atei e credenti, senza marchi né etichette, poiché Dio perdona tutti e l'inferno è vuoto. È un segnale veramente sinistro. Il nostro stile di vita occidentale, frutto di millenni di esperienza, arte, spiritualità, va distrutto, così vogliono gli stregoni, a qualunque costo. È un piano che sembra vincente, a prima vista, tuttavia come dicevo, Dio ci manda continuamente dei nessi, segnali forti e chiari, per re-indirizzare la barca senza rotta della modernità. L'ordine sociale oggi, qualunque forma assuma, sfrutta l'alibi della convivenza per autodefinirsi l'unica soluzione possibile, partendo dal presupposto che l'uomo da solo non sia in grado di regolarsi. Vi è bisogno di ordine – dicono – e che questo sia una democrazia rappresentativa o un'oligarchia burocratica il fine è lo stesso: dire agli altri quello che è bene e quello che è male, secondo canoni arbitrari fedeli allo spirito del tempo. La gente del mio paese di 200 anni fa autogestiva non solo l'economia, ma anche l'etica, la legge (che si riferiva alle Tavole di Mosè), la difesa, i miti, i riti, il sacro e il profano. Una qualsiasi comunità allora possedeva le chiavi del potere che era distribuito secondo competenze e tradizioni familiari. La trasmissione orale del sapere possiede una prova inoppugnabile. Il contadino è stato per millenni il più fedele ingegnere genetico dei semi da utilizzare nelle coltivazioni. Egli ha incrociato, selezionato e addomesticato innumerevoli varietà di piante. Tutto questo essendo analfabeta. Ma non esiste una sola via per trasmettere la conoscenza. Se dovessi dare un nome all'ordinamento di quel mondo passato, lo definirei “comunitarismo”. Non era il paradiso, ma era certamente diverso dall'inferno in cui viviamo oggi. Tutte le informazioni da fonte istituzionale e quindi ufficiali, debbono essere ritualmente false, perché il popolo è ignorante e non può elevarsi nemmeno con la scuola. La realtà-verità è per pochi eletti, gli altri son solo elettori. Oggi si parla di “bufale”, di notizie prive di fondamento che passano per internet. Ora, in base a cosa una notizia è falsa? I fatti dovrebbero essere oggettivi, diventano una cosa diversa (le notizie) quando vengono filtrati, manipolati, censurati, negati: ed è questo quanto succede attraverso i mass media di regime. Il fatto diventa adulterato quando viene interpretato. Quindi, quando i saggi che abitano i piani alti strillano veementi “allarmi allarmi” contro le false notizie del web, in pratica fanno “ammuina” per celare le verità. L'impressione generale che ne traggono quei lettori che della storia hanno soltanto vaghe reminiscenze scolastiche, è che quanto hanno studiato con fatica e fiducia sia soltanto un mucchio di frottole propinate per fare il lavaggio del cervello alla gente. Esiste una storia marxista e una storia liberista, un'altra che spiega tutto attraverso l'economia o i capi carismatici, De Gregori asserisce che la storia siamo noi, io dico che la Storia è tutta da scrivere, perché troppe omissioni, impicci, tagli, son stati fatti. Si parla di fonti storiche. Già. Negli Archivi di Stato, presenti su tutto il territorio nazionale, sono conservati più o meno milioni di registri, documenti amministrativi, ricevute, sentenze giudiziarie, rapporti di polizia e di ambasciate. Poi ci sono i cassetti vuoti, anzi, svuotati. Fogli scomparsi nel nulla, come gli scheletri dei giganti prelevati dai musei delle scienze di tutto il mondo. Ecco, la Storia, quella vera, è scomparsa, il resto è mistificazione interessata. Ho tratto la convinzione da alcune dritti&rovesci di Scandurra. L'informazione, allora come oggi, è fatta con il doppio linguaggio dei simboli. Poco importa se lo scrittore, l'autore, il giornalista o lo storico, ne siano consci. Molte notizie sono vere solo localmente, altre riguardano tutti noi, come l'imposizione di vivere in una economia bancaria di pressione sempre crescente. Il New York Times è il quotidiano di riferimento locale della città della mela, ma di indirizzo generale per quanto concerne la tendenza che si vuole dare all'Occidente. Possiede due codici, infatti. FIGHT THE FEAR WITH THE FACTS, è per il mondo; NEXUS, è l'altro codice che immette nella banca-dati degli articoli arretrati però inaccessibili ai non newyorchesi. Una notizia va sdoppiata e ti accorgi che è antitetica. Il CODEX ATON è la chiave per aprire i registri segreti della N(a)sa, ma gli hacker non sanno di cosa parlo, perché ignorano la storia della magia, e senza rituali non si aprono le porte. The New York Times è al numero civico 229: 2+2+9= 11 nella scomposizione teosofica. Sto dando i numeri? Esatto, che altro? Tento di svelare Il grande Imbroglio, a costo di smontare certezze e studi di qualcuno. Non voglio mettere tutto in discussione, ma discutere su tutto. Impresa difficile quella di scuotere le menti di assonnati lettori con argomenti che sono mine vaganti per le singole coscienze. Chi sono io, chi mi credo di essere, per assumere la veste di maestro di vita? Non sono nessuno, infatti, ma siccome ho avuto la fortuna di incontrare un uomo vero, vivo soprattutto, che mi ha affidato questi semi di conoscenza, ho pensato bene di coltivarli con cura per farli germogliare, i loro frutti illumineranno le coscienze di chi avrà il coraggio della libertà. Scandurra, perché di lui parlo, mi ha insegnato il metodo per il risveglio, ma non mi ha insegnato o spiegato la verità, perché essa va conquistata. Una volta sgombrato il campo dal velo dell'illusione, rotte le catene della sottomissione al mondo, tutto si mostra così com'è. Allora scorgi l'alone che avvolge le persone, la loro carta d'identità veridica. Poi rompi la parete che separa le dimensioni, punti d'assottigliamento si formeranno per incanto. Scopri che siamo esseri non legati alla Terra, sebbene essa ci sostiene e ci nutre; esseri che possono comunicare con altri abitanti degli Universi. E capisci quanto è grandioso e immenso Dio, e quanto folli siamo noi, impicciati nel grigiore dell'ordinario. Non mi convince la relatività generale di Einstein (manco la ristretta, a dirla tutta), Carletto Darwin ha invertito la rotta, Matteo Renzi è il fratello piccolo dei Grimm rimasto a casa, Juncker dice la verità quando tracanna vinaccio di Bruxelles e spiffera contatti con alieni, Merkel “giovane” hitleriana sovrappeso, Freud cocainomane onanista, Marx fankazzista di talento, Jovanotti cantante senza talento, Saviano paraculo campano, Carlo Conti il più grande mediocre del mondo, Newton alchimista riluttante, Macron l'uomo nuovo di destra, Putin l'antico sciamano, Trump texas ranger, massoni tutti figli di Sauron, Carlo Magno unico Re, Giulio Cesare inventore suo malgrado del cesarismo, Hitler “pallaunica” emissario di satana, Stalin ex seminarista e serial killer storico, Mao poeta rosso sangue, papa Celestino V° veggente, Bergoglio non vedente, JFK peccatore cattolico e per questo ottimo politico, Andreotti peccatore cattolico e per questo ottimo politico. Leonardo da Vinci occultista della bellezza, Michelangelo attivista religioso e genio della pietra, Akhenaton democratico solare. Tesla elettricista cosmico, Ettore Majorana diavolo di un neutrino. Dalmazio Frau l'antisgarbi altrettanto fumino e geniale, Daniele Nuti perennialista, Massimo Teodorani scienziato rinascimentale. Tutti gli amici di fb, gagliardi e tosti. Ecco, la Storia va cercata negli anfratti del quotidiano e la fa chi è veramente libero. Gli altri sono tiranni e la distorcono. Io? Continuo ad affacciarmi alla finestra di altri mondi. Mi interessano solo storie esotiche...

UNO+DUE=TRE



"Yin e yang sono per qualcuno il corrispettivo del bene e del male così come viene inteso in Occidente. È in realtà il simbolo del Tao. Il cerchio esterno rappresenta l'Uno, lo dividi in due con una curva, mai linee diritte, anzi una doppia curva e formi due metà curve. Nel Libro del Tao e delle sue virtù, trovo scritto:

All'inizio c'era il Nulla
Dal Nulla si è formato l'Uno
Dall'Uno il due
Dal due il tre
Dal tre si sono formate le diecimila cose


Il due è la dualità, ma la dualità è contrapposizione di due energie e non basta per poter creare, ci vuole il tre che nel simbolo del Tao è rappresentato dalla linea che divide.
Questa è la vita nella quale nascono e muoiono le diecimila cose o tutti gli esseri di questo Universo e anche degli altri."

Bla bla bla, mi stavo incartocciando e Scandurra si era accorto che non avevo capito niente. Non potevo fingere di sapere. Lui mi guardava dentro. Fresco di lettura del testo di Lao-Tze edito dalle Mediterranee con commento di Julius Evola, pensavo di avere in mano la sapienza cinese.
"Ma che c**** dichi? - esordì Scandurra in viterbese stretto - È facile, anche un figliarello lo capirebbe. Vuoi creare la vita? Le diecimila cose? È metastorico [metaforico?], ma anche un piccolo bambino è composto da più di diecimila cellulette differenti. Osserva l'intero Universo... beh immaginalo allora... ecco, ha tante forme differenti. Per creare serve il tre ma per avere il tre prima devi avere le due polarità, il giorno e la notte, il maschio e la femmina. Quando maschile e femminile si incontrano l'energia che si forma nel mezzo è il tre, è quella che crea la vita. Allo stesso tempo le due polarità sono unite nell'Uno, per cui sono lo stesso Assoluto, Dio che le ha generate. Tutto nasce dall'utero, su come giù."

domenica 9 aprile 2017

Ritorno all'origine

Il tramonto della civiltà umana corrisponde ad un attacco premeditato alla nostra vita interiore. L'era della quantità ispessisce il sottile. Le stesse religioni son spinte dall'insana voglia di adeguarsi ai tempi e, non a caso, denunciano una sterilità spirituale senza precedenti. La nostra frammentazione interiore è conclamata. Generalizzo? Facciamoci un bell'esame di coscienza, se la troviamo ancora; oppure tentiamo di entrare in uno stato meditativo e poi mi direte. Far l'analisi dello stato attuale delle cose mi pare fin troppo facile, difficile è trovare una possibile soluzione. Possibile per il singolo, ma diventa impossibile per l'intero consorzio umano. Abbiamo bisogno di tendere verso una ricomposizione della nostra anima. Riconquistare una vita che sappia ricomporre le nostre basi materiali in un’unità spirituale superiore. Bisognerebbe imparare a vivere come monaci-cavalieri del nostro tempo, cercando tutto ciò che ci nutre l'anima, ciò che ci fortifica, cosa? Luce, esclusivamente, tutto ciò che è luminoso. Un contatto religioso, simbiotico con la natura che non sia turismo, un rapporto con il tempo che non sia compulsivo, la possibilità di arrivare a farsi un’opinione su fatti importanti solo dopo una lunga riflessione, coltivare rapporti umani che indichino l’alto. Conversare lentamente, leggere con attenzione, camminare nei boschi, pregare a lungo in silenzio. Adorare. Faticare, dormire, mangiare con gusto, digiunare con regolarità, saper godere di alcuni semplici piaceri e sapersene astenere. Narrare e ascoltare storie potenti. Rinunciare a una massa di informazioni che non ci riguardano e non ci servono e avere invece la massima cura della verità. Un nuovo templarismo, che segua un codice fedele ai principi sebbene dissimile dalla vecchia forma medievale. Non ci mettiamo a ricostruire l'antico Ordine, ma seguiamo lo spirito di lealtà, valore, coraggio, onore, umiltà. La fede, innanzitutto. Ma cos'è realmente, oltre le definizioni religiose? Nei Vangeli viene presentata come un seme nella mente dell'uomo. Se avremo la fede pari ad un granello di senape, niente sarà impossibile. La fede è un seme, ed è qualcosa di organizzato, ha la vita propria in se stesso, può crescere da solo. Se un uomo possiede un seme di fede in sé, allora è vivo, risvegliato realmente. Siamo una generazione (millenaria, in senso spirituale) incredula e perversa. Chi si volge in molte direzioni è perverso, come insegna la semantica e questo vuol dire che non avere nessuna fede, non possederne le qualità è collegato al volgersi in molte e differenti direzioni, a non avere una direzione unica da seguire. Nella vita ordinaria cambiamo opinione, strada, convinzione con estrema facilità, senza bussola vaghiamo nell'oscurità. Diciamocela tutta: siamo banderuole. Circostanze e mode ci fanno mutare umore, filosofia, certezza. Ogni sensazione ci induce a vedere la vita diversamente da un momento prima. Finché le condizioni generali della vita rimangono le stesse, crediamo di avere una certa stabilità interiore permanente. Tutto ciò è raramente dovuto a qualcosa che c'è in noi. Senza un fine siamo perduti. Il genero umano, senza la fede, è in balia del potere della Luna. Solo se ci svegliamo dal sonno possiamo riveder le stelle. Andare oltre la propria mente ordinaria è fede. Liberare il seme che è in noi, profondo ma dormiente. Ecco la parola magica: svegliarsi. Quando Gesù dice: “Lascia i morti seppellire i loro morti” (Mt. VIII, 22), non si riferisce ai morti in senso stretto. Gli uomini vengono divisi in morti e vivi con un senso ben preciso. I vivi sono coloro che hanno qualcosa di vivo in loro e quelli che non ce l'hanno sono già morti. Un uomo, tutto preso dalla vita e che non vede altro che gli interessi del mondo, del potere, del denaro, della posizione e della rivalità, è morto. Mario Draghi ben rappresenta un uomo morto che non sa di esserlo nemmeno, altrimenti sarebbe vivo. Sarà difficile che un uomo morto sopravviva alla sua morte. Il Vivente che è in noi, il seme immortale che direziona il nostro agire e che trasforma la nostra stessa natura caduta, è lì, a portata di mano, basta attrarlo, farlo salire finché ci irrorerà di quella Luce del Grande Mattino del Mondo e che dal Tabor Gesù ha di nuovo riverberato lungo i secoli, fino all'ultimo giorno.