Chi legge "esamini tutto, ma ritenga solo ciò che è giusto".

La mente non è un vessillo da riempire, ma un fuoco da accendere.

domenica 29 aprile 2012

IUS 50




"Nec falso - nec alieno"
né con falsa, né con estranea (luce)
Cristina di Svezia (1626-1689)

Scandurra, Ranna ed io, dopo aver salutato con un abbraccio Harn, ci dirigemmo verso l'uscita del palazzo. Sentivo tutto il peso della missione. Il cielo rossoviolaceo incombeva sui vicoli di Deya che brulicavano di gente indaffaratissima. Bancarelle, botteghe, vecchi che fumavano seduti fuori l'uscio di casa, bambini che si rincorrevavano e sopra le nostre teste, navi stellari in avvicinamento, alcune silenziose, altre rombanti da tapparsi le orecchie, e tra rumori e colori mi arrivavano alle nari odori di frittura e di spezie. Un colpo d'occhio spettacolare. Medioevo stregoneria magia tecnologia corporativismo gilde scienza, in una misticanza inestricabile.

  • È un gran bel casino, come piace a me. Tutto sembra fuori controllo. Ma non ti fidare, Angelo, non c'è niente che non abbia una causa e dove c'è un'origine c'è pure uno scopo – il maestro non rinunciava mai a darmi indicazioni.
  • La mia città è unica in tutto l'universo. Vive anche nel granito di cui son fatti i palazzi o nel cristallo delle sue cupole. Miriadi di esseri vengono almeno una volta nella loro vita a Deya. Chi per culto, chi per affari, chi per godere e soddisfare vizi innominabili. Soprattutto se si vuole fare esperienza del tutto, toccando scienza e magia, briciole di antiche religioni e superstizioni costruttive; Deya ti offre ogni cosa, ma può toglierti la vita e l'anima – Ranna proferì quelle parole con amore struggente, ma una lieve malinconia si nascondeva dietro il suo parlare.
  • Devo irradiare il lumen? - dallo sguardo di Scandurra, compresi che lo avrei dovuto già fare.

Il maestro si fermò presso un banco di frittelle fumanti. Ne acquistò un cartoccio e ce le dividemmo. Calde dolci buonissime.

  • Maestro, con quale denaro le hai comprate?
  • Con le lirette nostre. Ogni commerciante, pizzicarolo o professionista che incontrerai su Deya, è anche un cambiavalute. Accettano monete di ogni universo. Ma non tentare di fregarli. Gli ho dato due gettoni del telefono e trecento lire. Bastavano. Qui la vita non è cara, in tutti i sensi. Magari ti strappano e ti mangiano il cuore, però i funerali sono a carico dell'amministrazione. Mica male.

Scandurra era veramente cittadino dei Nove Mondi. Gestiva tutto come se si trovasse a gironzolare nel vecchio quartiere viterbese, dove aveva la bottega di frutta e verdura. Poi, aumentò il passo e lo seguimmo di buona lena. Si infilò in una stradina stretta e scese delle scale e così facemmo noi.

  • Entreremo in una zona di Deya speciale, la chiamano 'sottomondo'. Allora, prima lezione: quando la via è dritta, sarete frenati nel passo, viceversa, in curva subirete un'accelerazione. Non toccate le mura delle case né a destra né a sinistra. Se incontrerete qualcuno, chiunque sia, non dategli credenza, andate per la vostra direzione e basta.
  • Maestro, che significato c'ha questo posto così strano? - feci io con preoccupazione.
  • Lo scoprirai ad ogni passo entrando nell'oceano deyano. Se entri ti svuoti. Cominci la via iniziatica svuotandoti. C'è la fine dell'ambizione. La fine di ciò che chiedi a te stesso. Non chiederai più niente a te stesso. Comincerai a svuotarti degli obblighi e dei vincoli, delle necessità che ritenevi importanti. E quando queste cose cominceranno a sparire, resterà un'enorme quantità di tempo. E poi scivolerà via anche il tempo. E si vivrà senza tempo.
  • Il tuo maestro è una calamita. In tutti gli universi cercano qualcosa cui attaccarsi. Vogliono qualcosa, ed è la sua capacità di cristallizzare e formulare. Le persone sono in pessima forma di questi tempi, l'universo è in pessima forma. E in qualche modo il suo aver trovato qualche solidità li attrae – Ranna fu molto cara parlando di Scandurra; mi sentii orgoglioso di essere suo allievo.

Il primo passo mi proiettò verso uno stato-di-coscienza/territorio immenso. Il flusso dei pensieri si interruppe, qualunque contatto con l’ambiente circostante cessava. Un senso di angoscia, dapprima, mi pigliava, come sbalzato in un tempo, uno spazio, un universo qualitativamente differenti. Sovvenne la meraviglia: è il senso di rivelazione sconvolgente di una realtà di fronte alla quale il mondo sensibile non è altro che ombra, associato alla consapevolezza che un unico slancio vitale, un‘unica emozione eterna ci anima tutti allo stesso modo, da sempre e per sempre. La gioia (ananda) mi investì, come uno scroscio d'acqua proveniente dall'alto. Un gavettone divino. La gioia mi liberava dai ghirigori concettuali, accompagnata da una dilatazione infinita della coscienza. Come inghiottire tutto. È il fiume unitivo della Vita che si fonde nell'oceano cosmico della Creazione.
Il secondo passo fu terribile. Il mio stato di svuotamento espresse qualcosa che non avevo finora realizzato e che può riassumersi nella parola coagulatio. Due princìpi governano tutti i processi alchemici: la coagulatio e la dissolutio. Coagulatio in alchimia significa rapprendersi in un punto, diventare più solidi, più definiti, formati. Ora l'intero processo che stavo attraversando era la coagulazione della mia vita nel tempo. Ma la coagulatio è sempre seguita dalla dissolutio. Che è esattamente il contrario: dissoluzione, le cose che si separano, si sciolgono, perdono la loro capacità di definirsi. La cosa interessante è che improvvisamente questo spiegava i miei sintomi. Non facevo che pensare che stavo affondando sempre di più, che mi stavo dissolvendo. Ma le due cose, dissoluzione e coagulazione, sono inscindibili. Non ci avevo riflettuto finché non mi venne per la prima volta in mente la coagulatio. E la rubefactio, che permette alla bellezza di mostrarsi. Così, in quell'istante ero una persona diversa. Non avevo mai sentito queste cose dentro di me. O non le avevo mai riconosciute. Prima, non avevo mai saputo chi ero. Feci, di nuovo, la scoperta dell'acqua calda. Il ''normale'' ormai è riferito a valutazioni culturali, sociali e utilitaristiche, ed ogni stato speciale di coscienza diventa, secondo i canoni ufficiali, alterato, allucinatorio ed isterico di natura patologica e, se questo può essere vero in alcuni casi, non lo è certo in tutti. Oggi questo meccanismo riduzionistico è diventato automatico, lo si applica a tutto ciò che esula dal comune senso accettato; in pratica, il sistema in cui ci muoviamo è diventato la nostra prigione sensoriale, le convenzioni sono diventate convinzioni, le regole trasformate in preconcetti.

Ero strano. Diverso. Notai il cambio del taglio della luce sulle cose, l'aria si era fatta più tenue. Eravamo entrati in un altra dimensione, almeno così sembrava. Forte era la sensazione di camminare all'incontrario su di una scala mobile. Facevo fatica a tenere il passo. Poi il vicolo svoltò verso destra. Una pressione dietro la schiena mi spinse a velocità tripla e caddi scompostamente. Presi una 'smusata' sul piancito. Persi del sangue dal naso: un tonfo incredibile. Una situazione che non avrei mai voluto provare: Ranna e Scandurra risero di gusto. Mi rialzai di scatto ma non avendo oltrepassato la curva, fui di nuovo spinto come da una mano gigante per le terre. Giù, stavolta però riuscii a pararmi il viso con le mani. Col mantello tentai di asciugarmi il volto dal sangue. Ranna mi porse un fazzoletto. Cacchio, non riuscivo proprio a sbrigarmela. Come si poteva camminare così?

  • Prendi il tempo giusto e lasciati trasportare – fece Ranna.
  • Una parola! Non vi sono segni che mi indicano l'inizio della pressione.
  • Ci sono, Angelino. Quando il tuo lumen si contrae, abbandonati, fatti portare dall'accelerazione – la dritta di Scandurra.
  • 'Dopo li fochi', maestro. Prima non me lo potevi accennare?
  • Oh sì, ma vuoi mettere lo spasso nel vederti arrancare e 'scoppiare' per terra?

Ecco come mi insegnava. Come diciamo dalle parti nostre, 'a mozzichi e bocconi'. Prima mi ci faceva sbattere la testa. Anche letteralmente, se necessario. Comunque, feci attenzione ai movimenti del lumen e, devo ammetterlo, in tal modo diventava un gioco da ragazzi. Sembrava di stare sulle giostre. La spinta che ricevevo dalla curva diventava sufficiente a farmi camminare senza sforzo sul dritto. Come un surfista che sfrutta l'energia trasversale dell'onda per risalire. Che i Beach Boys mi aiutino.

Questa fase della nostra missione nel quartiere sottomondo, è indicativa per come dovremo affrontare la fine dell'anno 2012. Conoscenza e carattere, abilità e senso della sfida, sono componenti basilari della nostra maniera di essere e di agire. Come ci ha sempre detto Scandurra, quel lontano futuro, il 2012, che non è poi così lontano, è il più libero dei campi, il più insicuro ma aperto ad ogni evento; la qualità della nostra energia sarà determinante circa il significato che avrà per noi il Varco.
Quali sono le caratteristiche di cui ci dobbiamo dotare per un più adatto ingresso a fine ciclo? Innanzitutto ricordiamoci che siamo pellegrini in questa vita. Cosa ci è utile? Senso dinamico dell'equilibrio nello spostarci, sia fisico che mentale; capacità di mimetizzarci e di attendere, non dimenticando mai, e dico mai, la nostra meta: attraversare il Varco. Capacità di adattamento a condizioni ambientali e spazio/temporali, a costumi e linguaggi desueti, ricorrendo all'intuito e alla creatività. Vi saranno intoppi imprevisti, effetti mal gestiti prodotti dalla mutevolezza delle percezioni, ma ciò non dovrà distoglierci dal programma. Varianti sul cammino ce ne saranno, non è difficile prevederlo, tuttavia queste dovranno essere accolte non con fatalismo nocivo, bensì come occasioni di esperienza ulteriore. Il passaggio del Varco metterà a dura prova quello che credevamo di sapere e di essere: le resistenze psicologiche al nuovo, le sovrastrutture derivanti dai processi subiti di acculturazione moderna e riduzionista. Come ci diceva Scandurra: ogni brutta cosa che ci capita, rilascia un piccolo segreto. Non si butta niente.
Quali cambiamenti dovremo sostenere per il 2012? Vi sono percorsi interni trasformativi. Una sorta di intensivo d'illuminazione, magari non in dieci lezioni, sicuramente senza spendere una lira, ma mettendoci totalmente in gioco. Tuttavia, ognuno di noi dovrebbe sentire come ineluttabile un compito da svolgere, qui e ora; un desiderio di ricerca del significato della Vita, prima di ogni altro impulso o convenienza. E non si dovrebbe attendere la fine del mondo, per chiederci cosa ci stiamo a fare quaggiù. L'esperienza insegna che per molti, la necessità spinge spesso nella direzione giusta. Pochi scelgono liberamente.
Dicevo dell'intensivo. Creiamo campi vitali composti dalla sommatoria di energia emotiva-pranica (prajna), nomi di potenza (o anche i mantra) e cosmogrammi (o anche le iconografie dell'arte sacra occidentale), manipolando le sequenze finché non si configurano e si adattano alla nostra fisiologia interiore. Antica ed efficacissima tecnica di magia bianca. Costruiremo così un tempio del nostro vigore intelligente, sviluppando cioè forme adatte a questa energia personale e al suo uso pratico, con un carburante (respiro), accompagnato da pause di ricarica meditativa. È un po' come creare un campo di energia elettrica normale, con i procedimenti del caso. Pensando alla nostra mente come ad un relais elettrico, con un suo potenziale, possiamo creare le condizioni di attività necessarie. Però, ricordiamocelo, vanno eliminate le interferenze, disturbi del campo vitale stesso, ossia liberiamoci da ogni distrazione. Concentriamoci, in silenzio (poi lo si potrà fare anche in mezzo al casino), prima entriamo in uno stato meditativo, attraverso il respiro programmato 1:4:2, inspirare-ritenere-espirare, l'oblio del presente esteriore, lasciando andare la danza dei pensieri attiviamo la ricerca dell'attenzione totale. Facciamo tutto ciò, notte e giorno che sia, nelle ore più confacenti al nostro regime interno. Poi passiamo in rassegna le disposizioni emotive più dinamiche. Questo è il carburante di cui parlavo, il voltaggio più giusto per noi. Ciò in pratica è possibile ripetendo questa ricarica personale, con ritmi quotidiani precisi. Avremo bisogno di quintalate di questa energia, e la potremo acquisire in quantità industriali a patto di ritmizzare l'uso: manutenzione e rifornimento costante, senza pause.
Il campo vitale può essere realizzato anche in altre forme, deambulanti, osservative, rotanti. Durante una passeggiata lungo un sentiero collinare, una corsetta di alleggerimento, leggendo in immersione il libro-mondo L'Arcobaleno della Gravità di Pynchon o La Montagna Incantata di Mann, sbirciando l'ultimo capitolo de Il Mistero delle Cattedrali di Fulcanelli. Facendoci riscaldare da Il fuoco dell'Amore Divino di Rumi e visualizzando le scene in parallelo descritte dai quattro Vangeli. Seguendo i consigli dell'abate Susone. Nel Savitri di Aurobindo ammirando la vicenda di una donna che conquista la morte. Entrando nei paesaggi magici di William Wordsworth. Scoprendo il segreto de La nascita di Venere del Botticelli, entrando in punta di piedi ne L'Ultima Cena di Leonardo, fissando le mani nell'opera di Carlo Crivelli. Ascoltando in esaltazione perenne, scopriremo l'armonia e la gioia della Settima Sinfonia di Beethoven, aumentando le frequenze con The Cycle Is Complete di Bruce Palmer, facendoci sommergere dalla cascata sonica di Interstellar Space di Coltrane, in assenza di rumori di fondo turbativi, accettando quelle dinamiche come parte del relais. Svegliandoci all'alba, salutiamo il Sole e facciamoci bagnare dai suoi raggi, mentre beviamo un bicchiere d'acqua tiepida a stomaco vuoto: così, ogni mattina fino alla fine del Tempo, ci trasmutiamo. Posizionandoci al centro di un cerchio sacro megalitico, scoperto come per caso in una passeggiata domenicale nel bosco vicino casa e, incantando i sensi, sentiremo le linee curve girare in senso orario. Le forme rotanti sono quelle corali e danzanti. Tali terapie d'accesso saranno efficacissime mantenendo l'intensità dell'attenzione. Si può viaggiare ovunque col carburante e il campo vitale adatti. Poi... bisogna andare avanti, oltre la struttura ordinaria in uso e rintracciare i fili della Creazione che ci stanno attorno e sfruttarne le cariche. Superata la fase di sopravvivenza a cui siamo avviati, il futuro Varco è pura ricerca bidirezionale: il verticale, tutto quel che sta oltre la dimensione Terra e nelle sue viscere, e l'interiore, tutto quel che è in noi, da sviluppare, perfino fisiologicamente negli apparati che ci formano, specie nell'uso delle circonvoluzioni cerebrali, dove le possibilità già pronte sono almeno il quadruplo del tentativo medio da noi messo in opera. Da uomini planetari giungeremo ad essere uomini cosmici, quello che siamo sempre stati.
Scandurra ci avverte di un pericolo formidabile, da non sottovalutare. Ogni nostro passo verso l'anno 2012, sarà controllato dai signori della Fiamma, i saturniani, nell'accezione più ampia. Non solo, se possibile tenteranno di deviare il nostro corso, introducendo veleni mascherati da farmaci, allestendo scenari extraterrestri per la grande pantomima finale. Ogni mezzo sarà adottato da chi attenta all'armonia del mondo e combatte la Luce in ogni sua espressione. Come difenderci? Costruendo una sacralità di tipo liturgico, in cui esprimerci con silenzi e astensioni, seguiti da azioni determinate e coraggiose. Il maestro ci ha insegnato a viaggiare dentro/fuori, ad accendere il lumen e irradiarlo, senza pensare a sconfitta o successo. Costruiremo un ponte e loro verranno. Gli esuli torneranno e Madreterra sarà più splendida.

Notai una scultura di donna reggente un calice, in un'edicola ad arco incastonata in un muro divisorio. Attraverso una finestra intravidi un soffitto affrescato. Da un altro finestrone, al secondo piano di un palazzo elegante, un muro di libri di tutti i formati e fogge sembrava invitarmi ad entrare. Lucernai balconcini scalette profferli. Mille elementi architettonici, diversificati e appartenenti, pare, ad epoche non recenti. Stili e valori variegati, ci circondavano durante il nostro cammino. Un signore ammantellato ci incrociò come spuntato dal nulla. Feci finta di non vederlo, ma la mia curiosità fu così forte che lui la notò, evidentemente. Egli abbassò il cappuccio che svelò un volto butterato e pallido come un cadavere; quegli occhi rossofuoco mi squadrarono. Divenni rigido, poi dondolai e persi i sensi... il lumen si ritrasse. E fu buio fondo.





26 commenti:

  1. C'è bisogno di un momento di serenità, in un luogo - non luogo, per leccarsi le ferite, per autoripararsi, per trovare la vera motivazione del Tutto, di cui facciamo parte, che poi è l'Amore, una qualità speciale di esso. Poi vedremo se si riuscirà a conservare, omeopaticamente, almeno una parte del nostro Io empirico diluita però 1/1.000.000 D'altra parte, è forte anche il desiderio di spegnere tutto, e andare a far parte della piramide infinita di cadaveri che dall'alba dei tempi si accumulano. Queste, le considerazioni che a caldo, sgorgano un pò così, trasognate, dalla visione del tuo nuovo, straordinario, post.

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  2. Come difenderci? Costruendo una sacralità di tipo liturgico, in cui esprimerci con silenzi e astensioni, seguiti da azioni determinate...ah maledetto d'un tuscanico tartufato!! questo basta e avanza...anzi sopravanza tutto..è l'essenza dell'esistenza...ti leggo con affetto

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  3. HO VISTO UN sORRISO SFRECCIARE SULL'ACQUA , RIMBALZARE SUL QUEL VELLO, SUL QUEL MANTO ,COME SASSO PIATTO GETTATO DA UN BAMBINO
    IO SONO QUI NON MI ARRENDO
    anima mia!!anima mia!! sanguini gioventù!!! brilli tutta di lacrime possenti!!!
    esordisci con un canto che fa tremare colonne e pilastri!sgomento, sgomento!!!
    cosi si sciolgono i denti dello spirito!
    in un tripudio di vortici e impennate, chiniamo il capo dinanzi al re del Mondo.

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  4. Proprio la creazione di questo "spazio sacro" mi preoccupa, non sono proprio un tipo costante...ma faró del mio meglio...fin d'ora.

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  5. avrei voluto commentare subito, ma questo ius mi ha lasciato letteralmente senza parole. rileggo in silenzio e ogni volta intravedo un raggio di luce in più. mi sembra di capire che in questo, Angelo, ci hai donato molto. GRAZIE. grazie da parte di uno che vagabonda in giro in cerca di un pò di luce e calore.

    Giorni fa mi è capitato di leggere la profezia di peter deunov riguardo l'imminente fine di questo tempo.... mi sembra di aver incasellato qualche altro tassello in questo puzzle.....

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  6. mi scusi se la contatto così, e se le do del tu, ho letto del tuo maestro Scandurra, nel tuo blog il grande ignoto, mentre cercavo la vera conoscenza, sono rimasto molto colpito da come parli del tuo maestro, ho letto su uno dei tuoi post che non esiste un autoiniziato, e per questo ti volevo chiedere se mi puoi aiutare, se mi puoi indirizzare per il percorso giusto, se mi puoi fare da maestro o se conosci qualcuno che sia disposto a insegnarmi.La mia email è simonettto3@gmail.com

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  7. Difficile, per me, commentare quello che hai scritto qui Angelo... non ne ho le capacità e comunque mi sento di dirti grazie...

    Ho letto la profezia di Deunov a cui accenna q (questo nick mi ricorda tanto un personaggio della saga di Star Trek Next Generation, la migliore) ed è davvero impressionante specie per chi, come noi, ha la fortuna di leggere il tuo blog e capisce benissimo ciò che Deunov diceva...

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    1. Q di startreck mi mancava.... :) mi documenterò.
      grazie giusparsifal,
      un abbraccio a tutti

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    2. Giusto come nota di colore ovviamente :)

      http://it.wikipedia.org/wiki/Q_(Star_Trek)

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  8. Ciò che si può escludere è un salto automatico di coscienza, nel senso della "salvezza gratuita".

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    1. Non c'è niente di gratuito quando si parla di cambiamento. Un passo comunque lo dobbiamo fare, i novantanove rimanenti li farà il Cielo.

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    2. per la serie "aiutati che dio ti aiuta"...

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  9. ho una certa 'attrazione' verso questa data del 20 maggio prossimo.... dobbiamo aspettarci niente angelo?

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    1. Caro q,
      il futuro prossimo venturo, è in fase di allestimento. Si può ben affermare che il futuro non è più quello di una volta. La mia non è una 'freddura', no anzi. Voglio dire che diverse strade si son percorse per arrivare fin qui, ma per costruire un nuovo segmento temporale ci vuole una quantità e una qualità di energia pazzesca. L'entropia rema contro, ma la Vita è costruttiva e ben... vitale.

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    2. credevo che allineamenti cosmici e il resto scandissero gli ultimi granelli della clessidra e riducessero l'entropia liberando energia utile....

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. Dobbiamo prenderla come "coincidenza" questo terremoto in EMilia Romagna, Angelo?
    L'allineamento, se non ho letto male, era previsto per le 3.30 ed il terremoto è arrivato circa mezz'ora dopo...

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    1. se si riferisci all'eclissi devo deluderti perché sarè stasera alle 21.30 circa.

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    2. Vero, letto poco fa, grazie.
      Inizierà alle 21.30 con il culmine alle 00.30 circa.

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  12. mi sa che nei prossimi giorni il tagadà continua...

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  13. Onda sismica dalla forma molto strana..

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  14. Cari amici,
    quel che accade in Terra, di buono come di tragico, deriva dai cieli. Le influenze cosmiche muovono le terre. Energie inimmaginabili attraggono gli strati geologici. Il bistrattato Bendandi - non accademico, ed è un bene - aveva intuito le meccaniche celesti quali cause dei terremoti. La scienza sismologica italica è ancorata a studi statistici, invero stitici per quanto concerne le previsioni. Se gli scienziati alzassero gli occhi al cielo invece di guardarsi i piedi, avremmo tutti beneficiato. Loro però sono esperti... mah, li ascolto sempre dopo i tragici fatti di morti e distruzioni causati dai terremoti, raccontare quello che non sanno, in una ragioneria del lutto inutile.
    La Luna muove masse titaniche di acqua dei mari e degli oceanici, col noto fenomeno delle maree, ed è un piccolo pianeta-satellite, perché non allargare i nostri confini concettuali e ipotizzare l'influenza anche soltanto fisica dei pianeti del sistema solare, Sole compreso, sui sommovimenti geologici terrestri?

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  15. Funziona così, in virtù delle Leggi Analogiche: come in omeopatia, ad esempio, un medicamento è più potente quanto più diluito...così, ciò che più di lontano vi è in cielo, esercita un'influenza maggiore qui sulla terra.

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  16. ...e a ben vedere, visti gli sconvolgimenti di cui il nostro SOLE è protagonista, credo ce ne siano da aspettere delle "belle", e non solo sul piano geofisico, o sbaglio?...

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